Revisione artroprotesi

dell'anca

L'intervento di sostituzione protesica dell'anca è stato uno dei grandi progressi della chirurgia Ortopedica.


La sostituzione totale dell'anca (protesi) consente di riprendere le proprie attività quotidiane e di accedere alla pratica sportiva.


La sopravvivenza degli attuali impianti è molto aumentata. Questo ha fatto sì che ci sia un maggior numero di impianti in pazienti giovani. Sebbene la sostituzione protesica dell'anca sia un intervento con una percentuale di successo elevatissima, è ovvio che, nel tempo, ci sia una percentuale di pazienti che vanno incontro ad usura dell’impianto e che necessitano di un reintervento per revisionare o sostituire l’intero impianto protesico o parti di esso.


Generalmente le cause di fallimento che portano alla revisione del primo impianto sono la mobilizzazione asettica, l'instabilità dell'impianto ed in percentuali minori le infezioni.


L'intervento di revisione prevede la rimozione totale dell'impianto o di parti di questo, che vengono sostituite con appositi componenti.


E' comunque una procedura più complessa rispetto a quella del primo impianto e può necessitare dell'uso di osso autologo (trapianto osseo) proveniente da apposita banca dei tessuti per colmare le perdite  di sostanza che si verificano generalmente sull'acetabolo.


Sarà il chirurgo a scegliere gli adeguati componenti.


Comunque le possibilità di ripresa e ricostruzione sono generalmente buone.

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Radiografia di un paziente che aveva subito in precedenza diversi interventi all’anca dx per una displasia congenita dell’anca. La coppa acetabolare presenta un orientamento anomalo. Sono presenti anche delle ossificazioni  intorno all’articolazione. Le ossificazioni determinavano una importante limitazione dell’escursione articolare ed un atteggiamento di rotazione esterna dell’arto inferiore.

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Radiografia assiale che evidenzia maggiormente la sede delle ossificazioni e l’anomalo orientamento del cotile.

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Radiografia post-operatoria nella quale si evidenzia la totale rimozione delle ossificazioni eterotopiche. Adesso l’arto inferiore è normo atteggiato. Si noti ora il corretto orientamento della coppa acetabolare. Le superfici di scorrimento sono ora di ceramica.

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Paziente di anni 34 in cui, quattordici anni prima, erano state impiantate in sede ectopica (ala iliaca), artroprotesi cementate delle anche. Il paziente è giunto alla Nostra osservazione con le due protesi lussate ed infette. Il paziente era allettato da oltre sei mesi.

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Tempo terapeutico intermedio, nel quale furono impiantati spaziatori antibiotati cementati, onde debellare l’infezione.

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Risultato post – operatorio immediato

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Risultato post operatorio a 12 anni di distanza. Il paziente presenta una deambulazione autonoma e priva di dolori.